Si può pensare che gli animali avicoli possano nutrirsi di qualsiasi tipo di erba, ma non è proprio così; infatti, una corretta gestione del prato con erba medica è fondamentale per migliorare la quantità e la qualità del foraggio, per tutelare l’ambiente e per fornire migliore benessere a polli, a faraone e a capponi.
L’erba medica è la tipica coltura, sia in pianura sia in collina, nelle aziende agricole del centro-nord Italia. Infatti, il foraggio è l’alimento principale degli animali erbivori e dei ruminanti e l’erba medica, in particolare, presenta caratteristiche nutrizionali importanti: alto contenuto di proteine, di minerali e di vitamine. Trattando delle rotazioni delle colture, questo alimento, semplice ma prezioso, ha la dote di migliorare le colture stesse dato che, oltre ad arricchire il suolo di sostanza organica e di azoto, permette un’eliminazione naturale di molte malerbe che sfuggono ai trattamenti manuali e favorisce l’incremento di diverse specie di insetti utili grazie al basso numero di interventi di difesa.
Il fieno ottenuto dopo la raccolta, specialmente per le nostre faraone, risulta essere più appetibile, più ingeribile e più digeribile, con un elevato contenuto in nutrienti (proteine, vitamine, sali minerali ecc.), e privo di vari elementi dannosi.
Cosa importante da sapere è che l’erba medica deve essere raccolta nel momento più opportuno della sua crescita; è risaputo, infatti, che questa fase si manifesta quando essa presenta il germoglio fiorale verde, fase coincidente con un ricco tenore proteico e con una corretta quantità di fibre nella pianta; quindi, il taglio avviene preferibilmente a inizio fioritura.
In sintesi, avendo cura della corretta coltivazione, della fienagione e dell’immagazzinamento del fieno, si può ottenere una produzione di erba medica di livello qualitativo superiore e una sua migliore difesa naturale anche dai parassiti animali e vegetali. Il prato di erba medica (detto anche “medicaio”), rappresentando solitamente gran parte del suolo disponibile per l’allevamento del pollame, permette di contenere gli interventi con prodotti chimici (concimi e prodotti fitosanitari) e di non squilibrare i ritmi naturali esistenti.